Santo Domingo

La Repubblica dominicana, nella produzione di ambra, è seconda solo al Baltico, ma spesso ne risulta essere qualitativamente migliore per trasparenza, varietà di colori e inclusioni fossili. Le prime informazioni sull’ambra dominicana si hanno intorno al 1496, quando Cristoforo Colombo la cita nei suoi resoconti. Solo di recente, però, l’esportazione di ambra dominicana ha iniziato ad essere molto importante e cospicua, tant’è che nel 1987 il governo Dominicano ha proibito il prelievo e l’esportazione di ambra contenente fossili senza uno specifico permesso. I principali giacimenti di ambra dominicana sono concentrati nella cordigliera settentrionale, posta tra Santiago e Puerto Plata. I campioni di ambra dominicana, variano in colore e durezza e quindi testimoniano una differente età di origine. Inizialmente la formazione dell’ambra Dominicana viene assegnata all’età dell’Oligocene, ovvero a 40 milioni di anni fa. L’ambra Dominicana, secondo vari studi, non si sarebbe formata dalle conifere, ma da un’antica pianta appartenente alle leguminose del genere Hymenaea, sia protera che verrucosa. L’ambra Dominicana non contiene acido succinico, quindi è una retinite. Può essere lavorata e lucidata facilmente ma, a causa della scarsa durezza, deve essere maneggiata con molta cautela.