Giade

GiadaIl nome giada deriva dallo spagnolo “pedra de la hijada”, ossia pietra dei fianchi, dato il suo presunto potere benefico sui lombi e sui reni, e risale al tempo della conquista spagnola dell’America Centrale, dove questa pietra era molto apprezzata e lavorata finemente.
Ha un aspetto che va da semi-opaco a molto traslucido, si intravvede una massa di fondo con molte minute ma apparenti discontinuità nebbiose, quasi a formare un reticolo, più o meno intrecciate tra di loro. Nonostante questo aspetto fratturato la principale caratteristica della Giada è quella di essere estremamente resistente. Sulla superficie, specie dei pezzi di vecchia lavorazione è visibile un reticolato di piccole discontinuità che non le consente di assumere una grande lucidatura, mentre nelle lucidature moderne a polvere di diamante si ottiene una lucidatura perfetta.
I colori possibili sono molti e in diverse sfumature, ma quello di gran lunga più pregiato è il verde smeraldo, in questo colore è piuttosto traslucida e viene chiamata Giada Imperiale. Oltre al verde smeraldo può assumere altri toni di verde, chiaro, brillante sempre molto vivace e gradevole. Il colore più comune è il bianco, da semitrasparente a quasi opaco o il bianco molto sporco fino ad un nocciola molto chiaro.
giada1Viene usata come gemma tagliata a cabochon o in pezzi incisi da incastonare. Viene inoltre usata per oggetti d’uso di gran pregio, decorati o per piccole sculture.
La maggior parte della Giada arriva dalla Birmania settentrionale.