Lapislazzuli

lapislazzuliIl nome della gemma deriva, tramite il latino medioevale lapis lazulus, dall’arabo lazward, dal quale è venuta anche la parola azzurro. Gli antichi però lo chiamavano sapphirus. Più tardi, evidentemente, il nome sapphirus è stato attribuito alla varietà blu del corindone. Scientificamente va definito una “roccia”, perchè costituito dall’associazione di lazurite con quantità variabili di calcite, pirite e altrifeldspatoidi del gruppo della sodalite, come haüyna e noseana.
Ha un aspetto uniforme, massivo, o talora granusolo, con i cristallini abbastanza distinti. È semiopaco od opaco, con una superficie che può assumere un buon polimento, come le giade, per esempio. Ha un colore blu intenso, ma vivace insieme, talora con lievissima sfumatura viola. Possono esserci facilmente plaghe o venature più chiare, da bianco-grigiastre a biancastre costituite da cristallini distinti, intrecciati, che sui bordi delle chiazze sono minutamente sfrangiati e intrecciati e compenetrati con i cristallini di colore blu. La presenza delle chiazze chiare ne diminuisce il pregio: le qualità più pregiate sono quelle di colore uniforme, meglio se senza sfumatura viola. Contiene spesso minuti cristallini di pirite sparsi, la cui presenza non è considerata pregiudizievole. Viene usato per pezzi da infilare, sferici o più o meno arrotondati, ma anche poliedrici sfaccettati. Viene usato anche per pezzi incisi da incastonare, per scatole e mosaici, per piccoli oggetti ornamentali, vasi, statuine.
lapislazzuliIl colore particolare, molto bello, e la sua punteggiatura di minuti cristallini di pirite fanno si che il lapislazzuli abbia un aspetto inconfondibile.
La migliore qualità proviene dall’Afghanistan. Da: Cile, Siberia, Birmania, Pakistan, Angola, Stati Uniti e Canada in quantità minori.
Fra i materiali ornamentali semi opachi è uno di quelli di maggior valore, più o meno paria quello del turchese di buona qualità e delle giade migliori.